5 Consigli per Sviluppare i Propri Talenti

Viviamo in un mondo esigente, che ci costringe a ritmi serrati. Nonostante ciò vorremmo dedicare tempo a costruire delle abilità, a sviluppare i nostri talenti. Sia che siamo ancora degli studenti sia che ci stiamo inserendo nel mondo del lavoro, è positivo e utile voler diventare bravi in un ambito che ci piace.
Nella vita quotidiana tuttavia subentrano diverse sfide che presto o tardi dobbiamo affrontare:
➡️ cercare di tenere a bada il perfezionismo;
➡️ costruire una rete di relazioni adeguata ai nostri obiettivi;
➡️ riuscire a presentarsi ad un colloquio di lavoro dando un’impressione di concretezza e allo stesso modo differenziandoci rispetto agli altri candidati.
Approcciare tali sfide nella maniera corretta ci permette di continuare a crescere senza interruzioni e dunque raggiungere prima i nostri obiettivi.

Ecco 5 consigli per voi:

Presentati in base a chi vuoi diventare
Tenere conto del passato va bene, tuttavia se vuoi iniziare una nuova attività, lavorativa o non, la cosa migliore è metterti già da subito l’abito che intendi poi indossare. Quando Leonardo da Vinci mandava ai nobili delle corti europee la propria lettera di presentazione metteva in evidenza soprattutto le sue doti di ingegnere ed inventore. Menzionava solo di sfuggita la pittura e le sue abilità artistiche. Questo perché capiva le necessità dei propri mecenati, per i quali un’opera ben progettata avrebbe portato maggiori risultati che cento dipinti.

Diventa una “T-shaped person” (persona a forma di T)
È una metafora utilizzata nel mondo del lavoro anglofono per descrivere le abilità di una risorsa umana nella forza lavoro. La linea verticale della T rappresenta la profondità delle proprie competenze maturate in un singolo campo (il proprio settore), mentre la linea orizzontale corrisponde alla capacità di collaborare con persone in altre aree (dunque parliamo anche di capacità comunicative) e di applicare la nostra esperienza in aree di competenza diverse dalla propria (capacità di saper traslare). Prendendo ancora l’esempio di Leonardo da Vinci, possiamo affermare che il fiorentino possedeva rari doti di traslazione, tanto da riuscire a comprendere i principi della fisica dall’osservazione dei fenomeni naturali e da essi partire per creare nuove invenzioni. Si pensi al suo paracadute o alla vite aerea, progenitrice dell’elicottero.

Riconosci subito i tuoi errori
Non mantenere le tue credenze di ieri se non si adattano ai fatti; parti dai fatti per trovare una linea di lavoro più concreta da poter seguire. Leonardo ipotizzò che le masse d’acqua del pianeta circolassero in una maniera simile a quella del flusso sanguigno. Per quanto affascinante possa sembrare questa ipotesi, quando i fatti smentirono la sua teoria semplicemente la mollò. Questo perché non aveva attaccamento per le sue teorie, mentre per molti individui la propria relativa visione del mondo è una zavorra molto pesante che non permette loro di salire in alto.

Collabora con altre persone
La società ci spinge spesso ad essere individualisti, abitudine che tuttavia non paga. In ambito artistico e letterario ad esempio, l’ispirazione arriva quando si lavora insieme ad altre persone perché siamo diversi l’uno dall’altro e incontrare realtà diverse regala nuove idee; una persona può avere un’idea e iniziare a svilupparla, tuttavia un team può perfezionare un progetto molto meglio di un singolo individuo. Il da Vinci questo lo comprendeva bene: molti lavori la cui idea originale era sua furono sviluppati e completati in team, nello studio del Verrocchio o nel suo dopo che ne aprì uno.

Stai attento al perfezionismo
Molte persone non sviluppano mai i propri talenti poiché preferiscono rendere pubblico quel che sanno fare solo quando si riterranno abbastanza bravi. Grosso errore: tanto comunque ci vogliono migliaia di ore di pratica per eccellere in un campo, e prima ci esporremmo prima riusciremo a trovare compagni di viaggio o mentori. Inoltre quel che saremo in grado di produrre in futuro sarà per forza migliore di quel che sappiamo fare ora. La giusta strategia quindi sta nel darsi un tempo entro il quale completare un progetto, coerentemente con le risorse a disposizione, e portare a termine comunque il lavoro anche se non sarà perfetto. Certo, è legittima la voglia di rifinire quel che si fa, tuttavia dobbiamo vincolare la tendenza perfezionistica o non finiremo mai. Le opere che Leonardo lasciò incomplete sono in numero maggiore rispetto a quelle che finì, a causa del suo perfezionismo, e nei suoi diari si rimprovera più volte di ciò. Impariamo dai suoi errori: meglio un progetto finito oggi che tanti rimorsi e opportunità sfumate domani.

Vi auguriamo di applicare questi consigli e migliorarvi sempre più nella direzione che desiderate 😉